Almeno due italiani su 10 ammettono di aver trovato lavoro grazie alla
"spintarella". Lo dice Eurispes nel Rapporto Italia 2013. Ma, a sentire
le voci di corridoio, il fenomeno pare ben più ampio.
E' un argomento su cui avere informazioni "ufficiali"
è difficile. Un mondo complesso: non c'è solo la "raccomandazione tradizionale" (quella dal parente
"importante", del potente di turno o, persino, dell'ecclesiastico), ma anche il "baratto commerciale", l'azienda con "corsia preferenziale" per i figli dei dipendenti oppure la "semplice" segnalazione. Quel che è certo è che chi non può contare sulla
"spintarella" aspetta e spera.
continua
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giovedì 14 marzo 2013
martedì 5 marzo 2013
Gli "yahooer" tornano in ufficio
Mentre sempre più si sta andando verso orari flessibili e lavoro
(almeno in parte) da casa, c'è chi fa il passo inverso. E, ancor più
sorprendente, non parliamo di un'azienda qualunque, ma di una realtà ad
alto contenuto tecnologico: Yahoo. Entro giugno tutti gli "yahooer"
dovranno presentarsi in ufficio (a meno, ovviamente, che non abbiano
un'ottima giustificazione per non farlo). Così ha deciso la nuova chief
executive Marissa Mayer. Il motivo c'è ed è serio: una capitalizzazione
di mercato scivolata a 25 miliardi di dollari dai 125 del 2000. Ma la
scelta sta facendo discutere. Ci sono anche commenti positivi. Come
il tweet di Donald Trump: "Giusto chiedere che i dipendenti di Yahoo
non stiano a casa ma in azienda". Ma le critiche sono molte: da "così
non si aiutano le madri lavoratrici" fino a "i migliori talenti fuggiranno da Yahoo". Ma si "spingerà" almeno la performance? "The Economist,"
uno dei più autorevoli giornali economici, è poco fiducioso al proposito.
Titola eloquentemente: "Mayer culpa. Obbligare i lavoratori ad andare in ufficio è un sintomo dei problemi di Yahoo, non una soluzione".
giovedì 28 febbraio 2013
Alla "conquista" degli Emirati
Ca' Foscari sta per aprire uno sportello placement a Dubai. L'accordo con la Camera di commercio italiana negli Emirati Arabi è di questi
giorni. Sarà gestito da un laureando o un laureato dell'ateneo veneziano e, per chi è a caccia di opportunità professionali e di ricerca nell'area (gli ambiti
con maggiori chance sono i servizi legali, finanziari e fiscali), sarà
un punto di riferimento. E' l'ultimo di una lunga serie: prima sono stati aperti
desk in Giappone, a Singapore, in Francia, Bulgaria, Sudafrica,
Australia, Canada. E già ci sono in previsione nuovi front office in
Germania e Vietnam. Iniziative simili esistono anche in altri atenei. Più in generale, le università stanno
intensificando la collaborazione con le aziende e per i loro studenti,
neolaureati e laureati che vogliono entrare nel mercato del lavoro sono
un punto di riferimento sempre più importante.
venerdì 22 febbraio 2013
Quando le donne guadagnano più dei mariti
Guadagni più degli uomini? Scendono le probabilità di sposarti. Sei già
sposata? Salgono le probabilità di matrimonio infelice. Una busta paga
più abbondante del futuro o attuale marito per una donna significa
sfortuna in amore. Lo dice una ricerca condotta su 4.000 coppie
dall'economista Marianne Bertrand, docente di Economia alla University of Chicago Booth School of Business con due colleghi della Chicago Booth Emir Kamenica e dell’Università Nazionale di Singapore. Addirittura
emerge che quando è lei la meglio remunerata di casa la probabilità di
divorzio aumenta del 50%. Insomma certi modelli sociali ancora esistono e influiscono. Una cosa, però, è certa: noi italiani non abbiamo da temere per i nostri matrimoni. Il problema magari si pone in America dove oggi 4 mogli su 10
percepiscono più dei consorti. Da noi non c’è nulla da
preoccuparsi: almeno per il momento il gap tra gli stipendi dei due
generi rimane ben marcato, e a favore dei maschi. Purtroppo.
giovedì 14 febbraio 2013
La terza via per le neomamme
A volte la terza via, quella che ancora non c'è andrebbe presa in
considerazione. Soprattutto quando si parla di mamme lavoratrici. Oggi
le neomamme dopo i cinque mesi in maternità hanno due possibilità:
occuparsi full time del piccolo per altri sei mesi oppure rientrare in
ufficio. Insomma o stare lontane a lungo dal lavoro o lasciare il figlio
al nido. La terza via però esisterebbe. Federica Ortalli, la
presidente di Assonidi, sulla Nuvola del Lavoro spiega che spazi di
coworking attrezzati con “zone bimbi” che comprendono dalla nursery
all’area per i giochi, consentirebbero alle neomamme di stare con i
piccoli e mangiare con loro senza lasciare l'ufficio. E, soprattutto,
assicura che l'idea è realizzabile.
venerdì 8 febbraio 2013
Estate a Taiwan
Malgrado la crisi, anche di proposte e progetti, c'è in giro qualche bella opportunità per i giovani. Una di queste è il Summer Program lanciato dal National Science Council di Taiwan. Dà la possibilità a 5 laureati italiani (tutte le facoltà) di fare un'esperienza di ricerca nell'isola, studiare il cinese, instaurare rapporti utili per il futuro a costi ridotti. Il programma dura dal primo luglio al 23 agosto e le borse di studio messe a disposizione sono da 50.000 dollari di Taiwan (1.255 euro circa). Se non avete ancora deciso cosa fare quest'estate è un'opportunità da prendere al volo. C'è tempo fino al 15 febbraio per iscriversi.
martedì 5 febbraio 2013
Avete pensato al Vietnam?
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