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mercoledì 15 aprile 2015

Riccardo e il suo sito di lezioni online

Riccardo Ocleppo, piemontese classe ’85, il “posto sicuro” l’aveva. Terminati gli studi, laurea in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino e master in management alla London Business School, ha gestito per tre anni il canale e-commerce del 
Gruppo Buffetti.
Ma aveva anche un’idea tutta sua che gli girava in testa dai tempi dell’università:creare una piattaforma per lo scambio di appunti, un punto di riferimento per gli studenti. E, a un certo punto, ha deciso di provare se poteva funzionare. Da solo (“Alcuni amici mi hanno aiutato con i contenuti”, spiega) e con un budget minimo, nel 2010 ha messo 

in piedi Docsity.
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mercoledì 8 aprile 2015

A scuola di Twitter... in azienda

Social media in ufficio? Non è più uno scandalo. Anzi, ci sono aziende che insegnano ai lavoratori come utilizzarli. Per esempio UniCredit ha lanciato un programma ad hoc che si chiama "E SE... " per i suoi 140mila dipendenti in tutta Europa. Ovviamente l'obiettivo non è "favorire la distrazione", ma formare le persone su opportunità e rischi generati da questi nuovi canali sui quali quotidianamente si esprimono opinioni o si condividono passioni che possono incidere indirettamente sulla reputazione dell'azienda. E' un corso interattivo in modalità cartoon che, oltre a descrivere i principali social e le loro caratteristiche, si focalizza sulla strategia di comunicazione della banca e ha un capitolo dedicato ai comportamenti suggeriti. Insomma tratta Facebook & company come uno strumento del mestiere, da conoscere bene e usare, ma con molta cautela.

martedì 7 aprile 2015

Susanna assunta in Google a 24 anni

Giovanissima e assunta in Google. Susanna Garancini, 24 anni compiuti ad ottobre, lo scorso gennaio ha lasciato il suo paese in Brianza per Breslavia nella Polonia occidentale, dove l’aspettava un posto di associate account strategist nella società di Larry Page e Sergey Brin. Ed è solo la sua prima tappa come dipendente Google, già dall’inizio del prossimo anno potrà spostarsi: "Forse andrò a Dublino o altrove, non so ancora dove” dice.Come ha conquistato un posto (fisso) in una delle aziende più ambite dai giovani? Studiando (molto),  lavorando e girando il mondo.
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mercoledì 1 aprile 2015

Le commesse che non si trovano

Page Personnel, società che si occupa di ricerca e selezione di personale nell’ultimo anno ha visto crescere del 30% la richiesta di “profili commerciali". Non parliamo però dei "commessi tradizionali", ma di "commessi specializzati" (anzi soprattutto di "commesse specializzate"), persone che sanno l' inglese e almeno un’altra lingua straniera, meglio se cinese o giapponese, oppure russo (ma è meno richiesto di un tempo) o arabo. E anche che sono pronte spostarsi fuori città per lavorare. Perché a ricercare queste figure sono soprattutto gli outlet del lusso, strutture prese sempre più di mira dai turisti cinesi, giapponesi e arabi e un po’ meno (rispetto al passato) russi.
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venerdì 20 marzo 2015

In fila di notte per uno stage

L'altro giorno ho conosciuto un grafico appassionato del suo lavoro. Si chiama Francessco del Zompo ha 57 anni e  una bella esperienza professionale alle spalle: ha gestito uno studio di consulenza grafica per anni, ha fondato anche una rivista d’arte e fatti culturali, che si chiama “Ut” ed è ancora attiva.  Ma a causa della crisi un anno e mezzo fa ha dovuto mettere la sua società in liquidazione. L'ho conosciuto perché era una delle persone che hanno passato la notte della festa delle donne fuori dal centro lavoro di San Benedetto del Tronto, per aggiudicarsi uno stage. In coda al freddo per ore, come hanno polemizzato politici e non su alcuni giornali locali, a causa di un bando che ha previsto un criterio di selezione cronologico. Vale a dire che, a parità di situazione Isee e di disoccupazione, ottiene il rimborso per il tirocinio chi primo arriva. Ho raccontato la sua storia sulla Nuvola.

venerdì 13 marzo 2015

Mulltitasking? No, thank you

Rispondono al telefono, controllano le mail, portano avanti il lavoro, tutto insieme (o almeno così sembra). Le aziende li amano, anzi si più. In molti posti se non sei un "multitasker" rischi di non essere nemmeno preso in considerazione. E potrebbe essere una buona notizia, visto che il genere è diffusissimo: 98 lavoratori su 100 a livello globale dichiarano di svolgere più mansioni in parallelo. E anche noi Italiani, questa volta, stiamo al passo. Anzi addirittura vantiamo un'abbondante fetta (48%) che passa dal 54 al 74% del giorno con la testa su più “cose” contemporaneamente.
Ma è proprio così bello? A vedere quello che dicono gli esperti in materia non proprio. C'è chi, ricerche scientifiche alla mano, dimostra che in realtà non si fanno più lavori insieme, ma si passa freneticamente da uno all'altro a scapito della produttività, chi sottolinea che il multitasking inibisce la capacità di concentrazione e chi addirittura arriva a dire che fa male al cervello. E poi c'è un problema di buone maniere. Parlare con qualcuno e nel frattempo mandare un sms o leggere un documento non è così educato.
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mercoledì 4 marzo 2015

E ora si insegna con i fumetti

Fumetti a scuola? Non è un’ipotesi tanto fantasiosa. I «comics» stanno entrando nelle business school e non solo. Si usano per insegnare dal management all’economia, dalla leadership al marketing passando attraverso la gestione del conflitto. Poco al di là dal confine la Grenoble Ecole ne ha provato l’efficacia su 13 middle manager di StMicroelectronics e da ottobre li utilizza regolarmente nel suo Grande ecole master program. Ma anche l'Italia è al passo. Solo per fare qualche esempio li hanno "adottati" Istud, Mip, e anche il Politecnico di Milano.
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