Riccardo Ocleppo, piemontese classe ’85, il “posto sicuro” l’aveva.
Terminati gli studi, laurea in ingegneria elettronica al Politecnico di
Torino e master in management alla London Business School, ha gestito
per tre anni il canale e-commerce del
Gruppo Buffetti.
Ma aveva anche un’idea tutta sua che gli girava in testa dai tempi
dell’università:creare una piattaforma per lo scambio di appunti, un
punto di riferimento per gli studenti. E, a un certo punto, ha deciso di
provare se poteva funzionare. Da solo (“Alcuni amici mi hanno aiutato
con i contenuti”, spiega) e con un budget minimo, nel 2010 ha messo
in
piedi Docsity.
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mercoledì 15 aprile 2015
mercoledì 8 aprile 2015
A scuola di Twitter... in azienda
martedì 7 aprile 2015
Susanna assunta in Google a 24 anni
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mercoledì 1 aprile 2015
Le commesse che non si trovano
Page Personnel, società che si occupa di ricerca e selezione di personale nell’ultimo anno ha visto crescere del 30% la richiesta di “profili commerciali". Non parliamo però dei "commessi tradizionali", ma di "commessi specializzati" (anzi soprattutto di "commesse specializzate"), persone che sanno l' inglese e almeno un’altra lingua straniera, meglio se cinese o giapponese, oppure russo (ma è meno richiesto di un tempo) o arabo. E anche che sono pronte spostarsi fuori città per lavorare. Perché a ricercare queste figure sono soprattutto gli outlet del lusso, strutture prese sempre più di mira dai turisti cinesi, giapponesi e arabi e un po’ meno (rispetto al passato) russi.
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venerdì 20 marzo 2015
In fila di notte per uno stage
L'altro
giorno ho conosciuto un grafico appassionato del suo lavoro. Si chiama
Francessco del Zompo ha 57 anni e una bella esperienza professionale
alle spalle: ha gestito uno studio di consulenza grafica per anni, ha
fondato anche una rivista d’arte e fatti culturali, che si chiama “Ut”
ed è ancora attiva. Ma a causa della crisi un anno e mezzo fa ha dovuto mettere la sua società in liquidazione. L'ho conosciuto perché era
una delle persone che hanno passato la
notte della festa delle donne fuori dal centro lavoro di San Benedetto del Tronto, per
aggiudicarsi uno stage. In coda al freddo per ore, come hanno
polemizzato politici e non su alcuni giornali locali, a causa di un
bando che ha previsto un criterio di selezione cronologico. Vale a dire
che, a parità di situazione Isee e di disoccupazione, ottiene il
rimborso per il tirocinio chi primo arriva. Ho raccontato la sua storia sulla Nuvola.
venerdì 13 marzo 2015
Mulltitasking? No, thank you
Rispondono al telefono, controllano le mail, portano avanti il lavoro, tutto insieme (o almeno così sembra). Le aziende li amano, anzi si più. In molti posti se non sei un "multitasker" rischi di non essere nemmeno preso in considerazione. E potrebbe essere una buona notizia, visto che il genere è diffusissimo: 98 lavoratori su 100 a livello globale dichiarano di svolgere più mansioni in parallelo. E anche noi Italiani, questa volta, stiamo al passo. Anzi addirittura vantiamo un'abbondante fetta (48%) che passa dal 54 al 74% del giorno con la testa su più “cose” contemporaneamente.
Ma è proprio così bello? A vedere quello che dicono gli esperti in materia non proprio. C'è chi, ricerche scientifiche alla mano, dimostra che in realtà non si fanno più lavori insieme, ma si passa freneticamente da uno all'altro a scapito della produttività, chi sottolinea che il multitasking inibisce la capacità di concentrazione e chi addirittura arriva a dire che fa male al cervello. E poi c'è un problema di buone maniere. Parlare con qualcuno e nel frattempo mandare un sms o leggere un documento non è così educato.
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Ma è proprio così bello? A vedere quello che dicono gli esperti in materia non proprio. C'è chi, ricerche scientifiche alla mano, dimostra che in realtà non si fanno più lavori insieme, ma si passa freneticamente da uno all'altro a scapito della produttività, chi sottolinea che il multitasking inibisce la capacità di concentrazione e chi addirittura arriva a dire che fa male al cervello. E poi c'è un problema di buone maniere. Parlare con qualcuno e nel frattempo mandare un sms o leggere un documento non è così educato.
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mercoledì 4 marzo 2015
E ora si insegna con i fumetti
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